Durante la gravidanza, un pomeriggio stavo sfogliando un catalogo di prodotti per bambini, quando l’occhio mi è caduto sui pannolini di cotone…e mi sono chiesta: ma non sono sorpassati? Ho letto con attenzione che per la pelle così delicata dei neonati, il cotone è la materia più nobile per fabbricare i pannolini, così naturale e priva di sostanze chimiche, al contrario di quelli usa e getta, sempre più sottili, ma pieni di gel e coloranti non naturali. Non avevo mai pensato che in Italia, ogni anno, si buttano 8 milioni di pannolini e che ognuno di questi impiega 500 anni a decomporsi.
Taglia Grande
Il resize della taglia avviene tramite bottoncini di plastica automatici, che regolano la lunghezza del pannolino, mentre la larghezza è regolabile attraverso il velcro.
Prima di tutto, occorre lavare (solo con acqua a 60°) almeno 3 volte l’inserto in bambù, per far sì che il tessuto acquisti tutta la sua capacità assorbente. Il pannolino e la mutandina impermeabile puoi lavarli anche solo 1 volta.
L’inserto va piegato in 3 e inserito nella tasca del pannolino posta sul davanti. Questo pannolino l’ho “inventato” io, dopo aver provato tantissimi tipi di pannolini, i quali avevano tanti pregi, ma anche qualche difetto. Allora ho messo insieme i pregi di tutti, eliminando tutti i difetti e...voilà! Ho creato un pannolino che asciuga in fretta, perchè la parte che assorbe si apre e diventa sottile, il pannolino in sè è leggerissimo, perchè è fatto solo di 2 strati di maglina, si apre e chiude facilmente, grazie al velcro (quindi i papà non hanno scuse) e si adatta alla corporatura del bambino, dato che la maglina è elastica. La mutandina impermeabile, invece, è fatta di PUL, poliuretano laminato, quindi trattiene il bagnato ed è anche leggermente traspirante (molto di più rispetto alle mutande di plastica che si trovano in commercio). Non ci sono elastici che segnano le gambine, ma morbido pile. Ai lati ci sono bottoncini di plastica automatici per una apertura e chiusura facilitata.
LAVAGGIO:
Io li lavo in lavatrice a 40-60°, usando pochissimo detersivo in polvere, al quale aggiungo un paio di cucchiaini di bicarbonato.
Mi sono attrezzata tenendo in bagno un secchio con coperchio, nel quale metto la retina per lavare i panni delicati o piccoli (tipo le calzine dei bebè, che si disperdono nella lavatrice e poi bloccano lo scarico). Metto lì i pannolini sporchi (la pupù va ovviamente tolta, quella molle molle dei neonati viene via passando il pannolino sotto il doccino della doccia). Al primo pannolino metto qualche goccia di olio tea tree (della just, ma si trova anche di altre marche). Quest’olio è un naturale antibiotico, anti micotico, neutralizza gli odori di pipì. Quando il secchio è pieno, chiudo la retina e la metto in lavatrice...evito, quindi, di dover toccare nuovamente i pannolini sporchi o, comunque, di doverli inserire uno ad uno, risparmiando tempo. Facendo il mezzo carico, si risparmia acqua ed energia.
Mai usare l’ammorbidente, perchè cera i pannolini, i quali poi non assorbono più la pipì. Se l’acqua della tua zona è molto calcarea, puoi aggiungere nella vaschetta dell’ammorbidente mezzo bicchiere di aceto bianco.
La mutandina impermeabile, se non è sporca di pupù, la riutilizzi più e più volte, magari passando tra un cambio e l’altro una salvietta o pezzuola, per asciugarla dal bagnato. Io la lavo quando metto a lavare tutti i pannolini.
ASCIUGATURA:
Tranne la mutandina impermeabile, tutto il resto può essere asciugato in asciugatrice. Quando io non l’avevo, mettevo tutto sui caloriferi, così asciugavano prima e umidificavo un po’ la/le stanza/e. La mutandina impermeabile può essere messa sul calorifero, con la parte impermeabile non a contatto con il calore.
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